Ogni volta che tento di instaurare una conversazione interessante con i miei coinquilini Mario e Stefano mi sento rispondere : “scrivilo sul tuo blog” oppure “fai un post” …
Ho sempre rifiutato le lusinghe del web 2.0, la travolgente ondata innovativa della comunicazione, la protervia del vanesio moderno (“o sei visibile sulla rete oppure non esisti”); ma aimè alla fine ho ceduto anch’io.
Mi rendo conto che iniziare un blog parlando male dei blog non è il massimo della coerenza, ma d’altro canto l’anonimato della rete mi garentisce il diritto a scrivere quello che voglio, quindi a poter essere incoerente quanto voglio.
A questo punto, eliminata la coerenza, vista la mia impossipilità ad essere consistente e preso atto della mia assoluta mancanza di fantasia, l’unica cosa che mi rimane per riempire queste pagine sono le emozioni impulsive: non hanno bisogno di razionalità, di essere rilette e corrette, in effetti non hanno bisogno nemmeno di avere un senso.
Quindi ora vi mostro cosa ho trovato sopra i letti dei miei coinquilini …
il letto di Mario: una seconda abbondante, molto raffinato
il letto dell’altro coinquilino, quello alto: sciccoso, ma pare che non l’abbia mai indossato una donna
il letto di Stefano: mutande sporche …


aprile 23, 2008 alle 12:13 am |
Ma perchè hai appeso le mie ultime mutande pulite (è lunedì) allo specchio?